Signori
Mentre nel mio animo io vagheggiava il sospirato sogno in cui sarei circondato dalle Camere Legislative del regno, un fatale disastro, del quale non lascerò mai di contristarmi, sopraggiunse sventuratamente a protrarne la solenne riunione. Al dolor profondo d'un sì malaugurato ritardo mi è oggi conforto il vedervi alfine qui radunati: poiché a far prestamente rifiorire in questa comune Patria dilettissima la prosperità vera, cui ogni popolo incivilito ha ragione di pretendere, ho bisogno del vostro leale, illuminato e provvido concorso. Le libere istituzioni da me irrevocabilmente sanzionate e giurate rimarrebbero infeconde, se apposite leggi, dettate sopra basi analoghe, non venissero ad affiancarle, de' loro vari sistemi di applicazione. Invoco dunque la vostra particolare sollecitudine su questo preminente obbietto.
Su' diversi progetti che vi saran quindi presentati, voi fermerete le utili norme a stabilirsi per la speciale amministrazione delle comuni e delle provincie, che dan primo strato ad ogni società politica, quelle che debbono riordinar diffinitivamente la Guardia Nazionale, a cui si appartiene di vegliare al sostegno della tranquillità interna dello Stato; quelle finalmente che son dirette a diffondere con più sicuri metodi la pubblica istruzione in tutte le classi, affin di promuovere la ognor crescente civiltà, e serbar nell'avvenire intatta quella gloria che tanti egregi ingegni ci procacciarono per lo passato. Le finanze pubbliche meritano di occupare innanzi tutto la vostra particolare attenzione. Al dissesto inevitabile cui esse istantaneamente soggiacquero per tante politiche vicissitudini, si richiedono pronti e generosi provvedimenti. Né io diffido che in questa ubertosa terra l'equilibrio fra gl'indispensabili bisogni ed i mezzi più acconci a provvedervi possa ritardar molto a ristabilirsi. Delle sì funeste perturbazioni, che agitando pertinacemente il reame paralizzarono da una parte ogni specie d'industria e di commercio, e strariparono dall'altra sino ad attentare alla proprietà ed all'onore de' privati, voi cercherete di smascherare coraggiosamente le cagioni o i pretesti: e con provvedimenti energici darete opera che un sì rincrescevole stato di cose cessi sempre, né più si riproduca, essendo questo un bisogno universale, di cui tutti sentono la urgenza e la importanza. L'ordine senza del quale non è possibile alcuna prosperità civile, non può derivare che da savie leggi, e la libertà sia esclusivamente nell'ordine.
In generale io non ho ragione di credere che le nostre pacifiche relazioni con le altre potenze d'Europa siano in nulla cangiate. Posti così nella felice attitudine di rivolgere tutte le nostre cure all'amministrazione interna dello Stato, noi potremo contribuire d'accordo a farlo prosperare tranquillamente nelle sue vie. Inflessibile nel mio proponimento di assicurare a tutti il benessere ed il godimento di qualunque benintesa Libertà, farò di questo nobile obbietto la costante preoccupazione della mia vita: ed il vostro autorevole concorso me ne garantirà pienamente il successo. Avendo in ciò chiamato a Giudice Iddio della purità delle mie intenzioni, non altro mi rimane oggi che chiamare a testimoni Voi e la Storia.
Gli atti indicizzati sono desunti dal progressivo spoglio della Collezione delle leggi e de' decreti reali del Regno delle Due Sicilie. I regesti sono pubblicati dal e sul blog Decretiamo, mentre sigilli, stemmi e documenti correlati sono censiti su Stemmi e Sigilli.
sabato 30 marzo 2013
Discorso della Corona (1848)
Si trascrive il testo integrale del Discorso della Corona di Ferdinando II per l'inaugurazione delle Camere legislative del 1° luglio 1848. Il Discorso fu letto da Nicola Maresca Donnorso, duca di Serracapriola, per delega espressa del sovrano, pubblicata con decreto registrato sotto il numero 253 (29 giugno) della Collezione delle leggi e decreti del Regno delle Due Sicilie di quell'anno:
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venerdì 29 marzo 2013
Atti principali del 1832
Si riporta di seguito l'elenco degli atti principali (leggi, decreti, regolamenti) del Regno delle Due Sicilie nel 1832, sotto Ferdinando II, così come desunti dalla Collezione delle leggi e decreti reali.
- Decreti che commutano le antiche pene del fosso e della reclusione a vita rispettivamente in ergastolo e a trent'anni di carcere, nonché della riduzione della rilegazione perpetua; - Decreto che abolisce la portolania di fabbrica e legname e di fortificazione, nonché le licenze e i proventi, stabilendo un nuovo ufficio di campionatura e zecca di pesi e misure; - Decreto organico dell'amministrazione della Real Marina; - Decreto sull'organizzazione del reggimento della Real Marina; - Regolamento per l'assistenza casalinga degli infermi poveri; - Decreto che regolamenta i depositi di monete d'oro presso il banco delle Due Sicilie; - Decreto che regolamenta la classificazione e il giudizio sommario per misfatti nei domini oltre il Faro; - Decreto che istituisce un regio consolato a San Pietroburgo; - Legge che ripristina le gran corti criminali a L'Aquila, Trani e Catanzaro; - Decreto per il conio di alcune monete di rame; - Atto sovrano che condona o riduce la pena di alcune specie di condannati; - Decreto che fissa come privata lotteria alcuni giochi vietati, tipo la riffa; - Decreto e regolamento per l'importazione di equini di razze estere; - Decreto che regolamenta il servizio sanitario per la prevenzione del cholera-morbus; - Decreto che regolamenta la conservazione dei regi tratturi, loro bracci e riposi laterali, del Tavoliere di Puglia;- Decreto che approva le istruzioni per il trattamento dei projetti, disciplina interna e vitto delle balie della real casa dell'Annunzianata di Napoli; - Decreto sul sistema dei saggi per le monete e materie d'argento.
- Decreti che commutano le antiche pene del fosso e della reclusione a vita rispettivamente in ergastolo e a trent'anni di carcere, nonché della riduzione della rilegazione perpetua; - Decreto che abolisce la portolania di fabbrica e legname e di fortificazione, nonché le licenze e i proventi, stabilendo un nuovo ufficio di campionatura e zecca di pesi e misure; - Decreto organico dell'amministrazione della Real Marina; - Decreto sull'organizzazione del reggimento della Real Marina; - Regolamento per l'assistenza casalinga degli infermi poveri; - Decreto che regolamenta i depositi di monete d'oro presso il banco delle Due Sicilie; - Decreto che regolamenta la classificazione e il giudizio sommario per misfatti nei domini oltre il Faro; - Decreto che istituisce un regio consolato a San Pietroburgo; - Legge che ripristina le gran corti criminali a L'Aquila, Trani e Catanzaro; - Decreto per il conio di alcune monete di rame; - Atto sovrano che condona o riduce la pena di alcune specie di condannati; - Decreto che fissa come privata lotteria alcuni giochi vietati, tipo la riffa; - Decreto e regolamento per l'importazione di equini di razze estere; - Decreto che regolamenta il servizio sanitario per la prevenzione del cholera-morbus; - Decreto che regolamenta la conservazione dei regi tratturi, loro bracci e riposi laterali, del Tavoliere di Puglia;- Decreto che approva le istruzioni per il trattamento dei projetti, disciplina interna e vitto delle balie della real casa dell'Annunzianata di Napoli; - Decreto sul sistema dei saggi per le monete e materie d'argento.
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mercoledì 27 marzo 2013
Proclama ai Napoletani (1848)
Si trascrive il testo integrale del Proclama di S.M. il Re a' Napoletani, dato a Napoli il 24 maggio 1848 da Ferdinando II e registrato sotto il numero 226 della Collezione delle leggi e decreti del Regno delle Due Sicilie di quell'anno:
NAPOLETANI
Profondamente addolorati dall'orribile caso del 15 maggio, il nostro più vivo desiderio è di raddolcirne, quanto umanamente è possibile, le conseguenze. La nostra fermissima ed immutabile volontà è di mantenere la Costituzione del dì 10 di febbrajo pura ed immaculata da ogni specie di eccesso. La quale essendo la sola compatibile co' veri e presenti bisogni di questa parte d'Italia, sarà l'arca sacrosanta su la quale devono appoggiarsi le sorti de' nostri amatissimi Popoli e della nostra Corona.
Le Camere legislative saranno fra momenti riconvocate; e la sapienza, la fermezza e la prudenza che attendiamo da loro, saranno per ajutarci vigorosamente in tutte quelle parti della cosa pubblica, le quali hanno bisogno di saggi ed utili riordinamenti. Ripigliate dunque tutti le vostre consuete occupazioni; fidatevi con effusione di animo della nostra lealtà, della nostra religione e del nostro sacro e spontaneo giuramento; e vivete nella pienissima certezza che la più incessante preoccupazione dell'animo nostro è di abolire al più presto, insieme con lo stato eccezionale e passeggiero in cui ci troviamo, anche, per quanto sarà possibile, la memoria della funesta sventura che ci ha colpiti.
Atti principali del 1831
Si riporta di seguito l'elenco degli atti principali (leggi, decreti, regolamenti) del Regno delle Due Sicilie nel 1831, sotto Ferdinando II, così come desunti dalla Collezione delle leggi e decreti reali.
- Decreto riguardante l'organizzazione del governo di Sicilia, seguito da Decreto di riforma del relativo art. 4; - Regolamento per il nuovo distintivo degli ufficiali al seguito di Sua Maestà; - Decreto che introduce una nuova ritenuta sui redditi e sulle pensioni; - Decreto che prescrive tagli alle spese degli enti locali al di qua del faro per convertirli nella dimunuzione delle tasse comunali, e successivo Decreto che estende gli stessi tagli a ospizi, stabilimenti di beneficenza e luoghi pii-laicali; - Decreto e regolamento su attribuzioni e doveri degli ufficiali superiori del R. Esercito; - Decreto sulle competenze dei giudizi rispetto alle vendite coatte; - Decreto che regola l'organizzazione, l'arruolamento e il servizio del corpo degli artiglieri littorali; - Decreto che approva il nuovo regolamento vaccinico per i domini al di qua del Faro; - Decreto che regola il conferimento e l'ottenimento dei gradi militari per piloti e nostromi della real marina; - decreto che abolisce la privativa del tabacco nei domini oltre il Faro; - Decreto sul bollo doganale per le merci forestiere; - Decreto che stabilisce il peso degli equipaggi e degli effetti monetari che i viaggiatori possono trasportare sulle vetture postali; - Decreto sui pensionati condannati per crimini commessi; - Decreto che stabilisce l'uniforme per i direttori generali dell'amministrazione finanziaria; - Decreto che regolamento l'istituzione e avviamento di una scuola nautica a Trapani; - Decreto che stabilisce un nuovo tipo di monete da coniare; - decreto che impedisce l'importazione di equini di razze estere; - Atti sovrani che aboliscono, per i detenuti delle valli di Trapani, Palermo, Messina, Siracusa, e per le provincie di Principato citra e ultra, 1° Calabria ultra, Capitanata e Basilicata, l'azione penale per i delitti comuni, condonando le relative pene correzionali, salvo alcuni casi; - Decreto di amnistia per i condannati nell'ambito della cosiddetta causa di Monteforte; - Decreto che destina degli osservatori per giudicare lo stato delle prigioni nei domini di qua del Faro; - Decreto che fissa le indennità di viaggio e sostituzione per i funzionari dell'amministrazione civile; - Decreto relativo ai calibri dell'artiglieria dell'armata di terra, fissando le dimensioni di bocche di fuoco e proiettili; - Decreto che stabilisce un locale a parte per la detenzione dei nobili per causa di obbligazioni civili e commerciali; - Decreti che aumenta il dazio su legna, carboni e pianoforti provenienti dall'estero; - Decreti sul majorasco del Principe di Capua; - Decreto di nomina dei commissari alla salute pubblica; - Decreto che fissa delle pene per violazioni delle leggi sanitarie; - Decreto che affida il litorale del Regno ad un cordone sanitario; - Decreto d'istituzione, presso il Ministro Segretario di Stato, di una Commissione sulla salute pubblica; - Decreto che istituisce un nuovo battaglione di zappatori minatori; - Decreto che abolisce la dotazione degli stivaletti agli agenti dei dazi indiretti in Sicilia; - Decreto sui giudicabili dalle Commissioni militari che si siano costituiti spontaneamente; - Decreto sulle querele di falso per le scritture private; - Decreto che fissa il nuovo distintivo da apporsi al bollo di garanzia per le manifatture estere in oro e argento; - Decreto che istituisce a Palermo di un istituto di incoraggiamento di agricoltura, arti e manifatture, nonché una società economica in ognuna delle altri valli siciliane; - Decreto che modifica la linea doganale al confine con lo Stato Pontificio; - Decreti che destinano un commissario e un segretario in Spagna, al seguito della principessa Maria Amalia, per le sue nozze con l'infante Sebastiano Gabriele.
- Decreto riguardante l'organizzazione del governo di Sicilia, seguito da Decreto di riforma del relativo art. 4; - Regolamento per il nuovo distintivo degli ufficiali al seguito di Sua Maestà; - Decreto che introduce una nuova ritenuta sui redditi e sulle pensioni; - Decreto che prescrive tagli alle spese degli enti locali al di qua del faro per convertirli nella dimunuzione delle tasse comunali, e successivo Decreto che estende gli stessi tagli a ospizi, stabilimenti di beneficenza e luoghi pii-laicali; - Decreto e regolamento su attribuzioni e doveri degli ufficiali superiori del R. Esercito; - Decreto sulle competenze dei giudizi rispetto alle vendite coatte; - Decreto che regola l'organizzazione, l'arruolamento e il servizio del corpo degli artiglieri littorali; - Decreto che approva il nuovo regolamento vaccinico per i domini al di qua del Faro; - Decreto che regola il conferimento e l'ottenimento dei gradi militari per piloti e nostromi della real marina; - decreto che abolisce la privativa del tabacco nei domini oltre il Faro; - Decreto sul bollo doganale per le merci forestiere; - Decreto che stabilisce il peso degli equipaggi e degli effetti monetari che i viaggiatori possono trasportare sulle vetture postali; - Decreto sui pensionati condannati per crimini commessi; - Decreto che stabilisce l'uniforme per i direttori generali dell'amministrazione finanziaria; - Decreto che regolamento l'istituzione e avviamento di una scuola nautica a Trapani; - Decreto che stabilisce un nuovo tipo di monete da coniare; - decreto che impedisce l'importazione di equini di razze estere; - Atti sovrani che aboliscono, per i detenuti delle valli di Trapani, Palermo, Messina, Siracusa, e per le provincie di Principato citra e ultra, 1° Calabria ultra, Capitanata e Basilicata, l'azione penale per i delitti comuni, condonando le relative pene correzionali, salvo alcuni casi; - Decreto di amnistia per i condannati nell'ambito della cosiddetta causa di Monteforte; - Decreto che destina degli osservatori per giudicare lo stato delle prigioni nei domini di qua del Faro; - Decreto che fissa le indennità di viaggio e sostituzione per i funzionari dell'amministrazione civile; - Decreto relativo ai calibri dell'artiglieria dell'armata di terra, fissando le dimensioni di bocche di fuoco e proiettili; - Decreto che stabilisce un locale a parte per la detenzione dei nobili per causa di obbligazioni civili e commerciali; - Decreti che aumenta il dazio su legna, carboni e pianoforti provenienti dall'estero; - Decreti sul majorasco del Principe di Capua; - Decreto di nomina dei commissari alla salute pubblica; - Decreto che fissa delle pene per violazioni delle leggi sanitarie; - Decreto che affida il litorale del Regno ad un cordone sanitario; - Decreto d'istituzione, presso il Ministro Segretario di Stato, di una Commissione sulla salute pubblica; - Decreto che istituisce un nuovo battaglione di zappatori minatori; - Decreto che abolisce la dotazione degli stivaletti agli agenti dei dazi indiretti in Sicilia; - Decreto sui giudicabili dalle Commissioni militari che si siano costituiti spontaneamente; - Decreto sulle querele di falso per le scritture private; - Decreto che fissa il nuovo distintivo da apporsi al bollo di garanzia per le manifatture estere in oro e argento; - Decreto che istituisce a Palermo di un istituto di incoraggiamento di agricoltura, arti e manifatture, nonché una società economica in ognuna delle altri valli siciliane; - Decreto che modifica la linea doganale al confine con lo Stato Pontificio; - Decreti che destinano un commissario e un segretario in Spagna, al seguito della principessa Maria Amalia, per le sue nozze con l'infante Sebastiano Gabriele.
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sabato 23 marzo 2013
Ritenuta su' soldi e sulle pensioni (1831)
Si riporta di seguito la trascrizione integrale del decreto n° 104 dell'11 gennaio 1831, che, recante il titolo una nuova ritenuta su' soldi e sulle pensioni, e la diminuzione di metà del dazio sul macino e pubblicato sulla Collezione delle leggi e decreti reali, rientrava fra i principali provvedimenti (fra i quali la riduzione delle indennità delle funzioni connesse alle cariche e agli uffici della "pubblica amministrazione") adottati in quel periodo da Ferdinando II per arginare la crisi economica e finanziaria del Regno delle Due Sicilie.
...Fin da' primi momenti del nostro avvenimento al Trono Noi dichiarammo esservi nelle finanze delle piaghe profonde. Promettemmo di applicarci a curarle, e recare nel tempo stesso qualche alleviamento a' pubblici pesi. Le conseguenze fatali della straniera usurpazione, gli avvenimenti disgraziati del 1820 hanno in prima rivolte le nostre cure alla parte de' nostri dominj al di qua del Faro. Questa preferenza era comandata dalla situazione in cui abbiamo trovato questa tesoreria generale, dal disquilibrio in cui trovavansi le sue risorse e le sue obbligazioni al cominciar del corrente anno. I nostri dominj di là del Faro, egualmente a Noi cari, hanno simultaneamente richiamata tutta la nostra attenzione. Il nostro amato real Fratello Luogotenente generale in Sicilia nel suo vicino arrivo in quella parte de' nostri dominj ci proporrà i mezzi più opportuni per renderne prospera l'amministrazione. Rivestito della nostra confidenza Egli seconderà con caldo e laborioso impegno le istruzioni che gli abbiamo date. Tranquilli in questo oggetto Noi abbiamo voluto conoscere in tutta la sua nudità lo stato di situazione della tesoreria generale di Napoli. Per quanto triste essa sia, non ne faremo un mistero. Questa leale franchezza sarà degna di Noi, sarà degna del popolo generoso di cui la divina Provvidenza ci ha confidato il governo. Il decreto de' 28 di maggio 1826 aveva fatto sperare uno stabile equilibrio tra le rendite ed i pesi ne' dominj al di qua del Faro. Queste speranze rimasero deluse. Per le conseguenze degli avvenimenti del 1820 esisteva un deficit, che di anno in anno si aumentava per gl'interessi di cui era gravato. Sotto il titolo misterioso di debito galleggiante ammesso dalle nuove teorie di finanze, non lascia di essere un debito; e tanto più grave, tanto più molesto, perché non trova ne' fondi di ammortizzazione un perenne presidio, perché le sue scadenze non sempre possono differirsi. La somma ne ascende a ducati quattro milioni trecentoquarantacinquemila dugentocinquantuno e grana 50. Il primo passo indispensabile alla prosperità delle finanze è quello di estinguerlo a gradi. Posta così al nudo la cosa, il voto effettivo che esiste nello stato discusso da formarsi pel 1831, inclusa una parte del pagamento del debito galleggiante di sopra indicato, è di ducati 1,128,176. Noi ne fummo profondamente rattristati, ma non disanimati. Confidando nel divino ajuto che abbiamo invocato al cominciar del nostro regno, e nell'amore del nostro popolo, Noi siamo sicuri che con ferma costanza godremo di un avvenire più lieto. Fedele alle nostre promesse di fare ogni personale sacrifizio, Noi abbiamo già conceduto un rilascio dalla nostra borsa privata di ducati 180,000. Altro ne facciamo dall'assegnamento della nostra real Casa di ducati 190,000. Conciliando il mantenimento ed il benessere di tutte le nostre attuali forze di terra e di mare, col perfetto ordine in cui sono stati rimessi i rami di marina e guerra, abbiamo ottenuto una diminuzione di ducati 340,000. La severa riforma fatta negli esiti de' diversi Ministeri ha prodotto una economia di ducati 531,667. Pareggiati in tal modo gl'introiti e le spese dello stato discussio pel 1831, rimanendovi una somma disponibile di ducati centotredicimila e cinquecento, Noi ci siamo proposti d'impiegarla al sollievo della parte più bisognosa del nostro popolo. Il dazio sul macino imposto col citato decreto de' 28 di maggio 1826 richiamava la nostra prima attenzione. Ma questa imposta ascendendo a ducati un milione dugentocinquantatremila, non avrebbe in tal modo ricevuto che un poco sensibile alleviamento. Non potendo chiedere né alla proprietà, né all'industria altri sacrifizj senza portar grave ferita a queste sorgenti della pubblica prosperità, ci siamo per necessità rivolti ad una nuova ritenuta sulle spese dette di materiale, ad una nuova ritenuta su' soldi e su' godenti le pensioni di grazia e di giustizia. Essendo questa classe particolarmente rivestita della nostra fiducia, godendo le preeminenze della pubblica considerazione, degli onori, delle beneficenze, e de' soldi che le danno più facili mezzi di sussistenza, Noi non faremo a questa classe il torto di crederla poco impegnata al pubblico bene. Questa nuova ritenuta non toccherà gl'impiegati ed i pensionisti che godono un appannaggio di ducati venticinque mensuali in sotto, crescerà con moderate proporzioni per le classi ascendenti, e se parrà grave per gl'impiegati e pensionisti che trovansi alle sommità, in risultato la somma che loro rimane non sarà certo inferiore agli antichi soldi, alle antiche pensioni della Monarchia delle Due Sicilie; ed allorché le vecchie costumanze di uno Stato possono utilmente rivivere, è prudente cosa il farlo, ed è indispensabile alla nostra posizione attuale. Riconosciuta la necessità di queste misure dopo maturamente esaminate nel nostro Consiglio ordinario di Stato, se n'è a Noi rassegnato il corrispondente progetto. Considerando che i soprassoldi, le gratificazioni, le indennità cumulate a' soldi sono un favore di eccezione, che per qualunque titolo conceduto non può essere continuato ne' gravissimi bisogni dello Stato; che debbono pur nondimeno esser conservati i soprassoldi militari destinati solo a distinguere il servizio attivo dal servizio sedentaneo, o di riforma, le indennità di alloggio de' militari medesimi, come del pari le semplici e necessarie indennità di scrittojo; Considerando che l'unione di diversi uffizj in una stessa persona non concede pe' regolamenti in vigore, se non che la scelta del soldo maggiore; e che avendo onorata origine da un attestato di nostra fiducia ne' talenti e nello zelo degl'impiegati, dà ad essi un titolo alla nostra sovrana considerazione negli ascensi; Considerando che gli attuali soldi, avendo ottenuto nella prosperità di cui lo Stato godeva prima delle fatali vicende del 1820, un considerabile aumento relativamente agli antichi soldi, possono, oltre alla ritenuta già esistente, soffrirne una nuova; Considerato che nelle nuove ritenute giovi esentarne gli averi cumulati non maggiori di ducati venticinque mensuali, convenga proporzionatamente tassar gli altri in modo che il peso maggiore ricada su di quelli che sono più elevati; Considerando essere opportuna una nuova ritenuta sulle spese di materiale; Considerando che le pensioni di giustizia possono esser tassate colla stessa proporzione de' soldi, e quelle di grazia possono soffrire un peso maggiore; Considerando che nell'alleviamento promesso a' nostri sudditi l'imposta sul macino richiama le nostre prime cure, essendo quella che grave è per sua natura alla classe più bisognosa e più povera; Sulla proposizione de' nostri Ministri Segretarj di Stato delle finanze e degli affari interni; Udito il nostro Consiglio ordinario di Stato; Abbiamo risoluto di decretare, e decretiamo quanto segue. Art. 1. Sono abolite le cumulazioni tutte di soldi con soprassoldi, pensioni, ed altri averi per qualsiasi titolo conceduti, e sotto qualsivoglia denominazione, la cui somma riunita oltrepassi i ducati venticinque per mese, di modo che restino conservati per tutte le diverse spettanze i predetti ducati venticinque mensuali. Sono da questa disposizione eccettuati i soprassoldi ed indennità di alloggio e mobilio de' militari, del pari che le indennità di scrittojo; 2.I soldi e le pensioni di giustizia che non oltrepassano ducati venticinque mensuali, saranno esenti dalla nuova ritenuta, a' termini dell'articolo 1, la quale per le classi ascendenti da ducati venticinque ed un grano verrà regolata giusta la seguente tariffa: - da mensuali ducati 25 ed 01 a ducati 50, al 2.50%; da mensuali ducati 50 ed 01 a ducati 100, al 5%; da ducati mensuali 100 ed 01 a ducati 150, al 7.50%; da ducati mensuali 150 ed 01 a ducati 200, al 10%; da ducati mensuali 200 ed 01 a ducati 300, al 15%; da ducati mensuali 300 ed 01 a ducati 400, al 20%; da ducati mensuali 400 ed 01 a ducati 500, al 25%; da ducati mensuali 500 ed 01 a ducati 700, al 30%; da ducati mensuali 700 ed 01 innanzi, al 40%. 3. Le ritenute sulle pensioni di grazia (osservate le prescrizioni dell'articolo 1) saranno fatte al doppio della tariffa contenuta nell'articolo precedente. 4. Sarà ritenuta una seconda decima sulle spese di materiale. 5. Il decimo che in atto si paga sulle pensioni e su' soldi, ed in generale sugli esiti tutti della tesoreria, continuerà a ritenersi. Le ritenute soprindicate sono state approssimativamente calcolate per ducati 474,032 i quali uniti a' ducati 113,500, avanzo precedente, formano la somma di duc. 587,532. 6. Il dazio sul macino imposto a' termini degli articoli 7 e 8, capitolo III del decreto de' 28 di maggio 1826, calcolato allora per ducati un milione trecentoventimila, ma che dà effettivamente ducati un milione dugentocinquantatremila, è diminuito per metà, seguendosi la ripartizione fattane in esecuzione del citato decreto. 7. Essendo l'importo della metà del dazio sul macino che si sopprime in ducati seicentoventiseimila novecentosessantotto sarà prelevata dalle economie che nel corso si eseguiranno da' nostri Ministri ne' rispettivi dipartimenti. 8.Il nostro Consigliere Ministro di Stato Presidente interino del Consiglio de' Ministri, e tutti i nostri Ministri Segretarj di Stato sono incaricati della esecuzione del presente decreto.
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mercoledì 10 marzo 2010
Atti principali del 1848
Si riporta di seguito l'elenco degli atti principali (leggi, decreti, proclami) del Regno delle Due Sicilie nel 1848, sotto Ferdinando II, così come desunti dalla Collezione delle leggi e decreti reali.
- Decreto che permette l'importazione dei fazzoletti Balanzor; - Atto sovrano che istituisce i Consultori straordinari; - Atto sovrano di grazia; - Legge sulla stampa; - Atto sovrano con il quale si promette la Costituzione, incaricando il Ministero di Stato di presentare il relativo progetto e dettandone i principi fondamentali; - Sovrana indulgenza ai condannati e imputati in materia politica; - Atto sovrano che proclama la Costituzione; - Atto sovrano d'indulto ai condannati; - Legge elettorale provvisoria; - Legge provvisoria per l'organizzazione della Guardia nazionale; - Decreto che prescrive la procedura per i ricorsi contro le deliberazioni delle giunte elettorali; - Decreto sulla legge elettorale provvisoria; - Decreto che permette l'esportazione del grano; - Decreto sulla pubblica istruzione; - Decreto sugli architetti giudiziari; - Decreti con i quali si scioglie la Guardia nazionale di Napoli e la si riorganizza; - Decreto che scioglie la Camera dei deputati; - Decreto che prescrive regole repressive contro l'affissione di manoscritti e stampe; - Proclama ai Napoletani; - Decreti per il ripristino della legge elettorale; - Decreto per la riconvocazione dei collegi elettorali; - Decreto che convoca le Camere legislative per il primo luglio; - Decreto che impone- Legge per l'osservanza del trattato di commercio e navigazione con il Belgio; - Discorso della Corona, nell'apertura delle Camere legislative; - Decreti per la nomina di Pari; - Decreti con i quali si accetta la rinuncia fatta da alcuni soggetti alla dignità di Pari; - Atto solenne col quale si protesta contro la deliberazione di Palermo dell'11 luglio; - Decreti di scioglimento della Guardia nazionale nelle provincie di Calabria citeriore e ulteriore I, di Abruzzo ulteriore II e di numerosi comuni; - Decreti di proroga al 30 novembre 1848 e all'1 febbraio 1849 della sessione delle Camere legislative; - Decreto che aggrega al Ministero dell'istruzione pubblica l'archivio generale del Regno e tutti gli stabilimenti di beneficenza; - Decreto che istituisce un ufficio di scrittore orientalista presso la Biblioteca reale Borbonica; - Decreto di convocazione per il 13 novembre dei collegi elettorali per l'elezione di deputati mancanti; - Decreto che provvede all'esecuzione di atti e sentenze relative al periodo dei disordini civili nei dominii di là dal Faro; - Decreto che prescrive il numero di due deputati da eleggersi nel distretto di Reggio; - Decreto che trasforma la scuola veterinaria in scuola di veterinaria e di agricoltura; - Decreto relativo alla requisizione di cavalli e muli per l'armata; - Decreto che eleva a prima classe la dogana di Gaeta.
- Decreto che permette l'importazione dei fazzoletti Balanzor; - Atto sovrano che istituisce i Consultori straordinari; - Atto sovrano di grazia; - Legge sulla stampa; - Atto sovrano con il quale si promette la Costituzione, incaricando il Ministero di Stato di presentare il relativo progetto e dettandone i principi fondamentali; - Sovrana indulgenza ai condannati e imputati in materia politica; - Atto sovrano che proclama la Costituzione; - Atto sovrano d'indulto ai condannati; - Legge elettorale provvisoria; - Legge provvisoria per l'organizzazione della Guardia nazionale; - Decreto che prescrive la procedura per i ricorsi contro le deliberazioni delle giunte elettorali; - Decreto sulla legge elettorale provvisoria; - Decreto che permette l'esportazione del grano; - Decreto sulla pubblica istruzione; - Decreto sugli architetti giudiziari; - Decreti con i quali si scioglie la Guardia nazionale di Napoli e la si riorganizza; - Decreto che scioglie la Camera dei deputati; - Decreto che prescrive regole repressive contro l'affissione di manoscritti e stampe; - Proclama ai Napoletani; - Decreti per il ripristino della legge elettorale; - Decreto per la riconvocazione dei collegi elettorali; - Decreto che convoca le Camere legislative per il primo luglio; - Decreto che impone- Legge per l'osservanza del trattato di commercio e navigazione con il Belgio; - Discorso della Corona, nell'apertura delle Camere legislative; - Decreti per la nomina di Pari; - Decreti con i quali si accetta la rinuncia fatta da alcuni soggetti alla dignità di Pari; - Atto solenne col quale si protesta contro la deliberazione di Palermo dell'11 luglio; - Decreti di scioglimento della Guardia nazionale nelle provincie di Calabria citeriore e ulteriore I, di Abruzzo ulteriore II e di numerosi comuni; - Decreti di proroga al 30 novembre 1848 e all'1 febbraio 1849 della sessione delle Camere legislative; - Decreto che aggrega al Ministero dell'istruzione pubblica l'archivio generale del Regno e tutti gli stabilimenti di beneficenza; - Decreto che istituisce un ufficio di scrittore orientalista presso la Biblioteca reale Borbonica; - Decreto di convocazione per il 13 novembre dei collegi elettorali per l'elezione di deputati mancanti; - Decreto che provvede all'esecuzione di atti e sentenze relative al periodo dei disordini civili nei dominii di là dal Faro; - Decreto che prescrive il numero di due deputati da eleggersi nel distretto di Reggio; - Decreto che trasforma la scuola veterinaria in scuola di veterinaria e di agricoltura; - Decreto relativo alla requisizione di cavalli e muli per l'armata; - Decreto che eleva a prima classe la dogana di Gaeta.
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sabato 6 marzo 2010
Pari delle Due Sicilie
I componenti la prima Camera legislativa del Regno delle Due Sicilie, quella dei Pari, furono nominati da Ferdinando II, a norma dell'art. 43 della Costituzione del 10 febbraio 1848. Come recitano i successivi articoli della stessa, per essere eleggibile alla dignità di "pari" bisognava avere la qualità di cittadino, un'età di trenta anni e una rendita imponibile di 3000 ducati posseduta da otto anni, oltre a ricoprire una delle seguente cariche: ministro, consigliere di stato, ambasciatore, arcivescovo, vescovo, tenente generale, vice-ammiraglio, maresciallo di campo, retro-ammiraglio, presidente della camera dei deputati da almeno 5 anni, nonché presidenti, vice presidenti, procuratori generali e avvocati generali delle Corti, presidente gen. della Società Borbonica e presidenti delle tre accademie della Società Borbonica. I prìncipi di sangue lo erano di diritto. L'elenco che segue è desunto dai decreti reali di nomina del 13 maggio e del 9 luglio 1848 (71 pari), di rinuncia dell'11 luglio e del 10 agosto 1848 (11 pari), nonché di nomina del 10 agosto e del 25 ottobre 1848 (12 pari), come pubblicati sulla Collezione delle leggi:
- Principe di Cariati (presidente); - Francesco Gamboa (vice-presidente); - comm. Spinelli; - ten.gen. Florestano Pepe; - principe di Strongoli; - mons. Mazzetti; - Rocco Beneventano (rinuncia); - principe di Ottajano; - march. Atenolfi; - cav. Michele Agresti; - Tommaso Cosentino; - principe di Torella; - Ottavio Piccolellis; - Emiddio Cappelli; - principe di Angri; - Bartolommeo de Torres; - arcivescovo di Napoli; - Ottavio Topputi; - bar. Barracco; - principe di Santo Buono (rinuncia); - duca di Santa Candida Malvino; - Giulio Corbi; - Domenico Abatemarco; - march. Taccone; - Luigi Cianciulli; - principe di Montemiletto (rinuncia); - duca di Lavello (rinuncia); - cav. Francesco Paolo Bozzelli; - march. Granito principe di Belmonte; - Domenico Sollazzi; - march. Bonelli; - Lorenzo Boccapianola; - principe di Caramanica; - duca di Alanno; - Francesco Paolo Martinelli; - cav. Rogadei; - principe di San Giacomo (rinuncia); - conte Ildaris; - march. Siciliani; - mons. Cosenza; - Vincenzo Silos; - march. della Schiava; - march. Luigi Gagliardi (rinuncia); - duca di Cajaniello; - bar. Panfilo de Riseiis; - duca di Canzano; - march. Gagliati; - conte Genoino; - Tommaso Franceschelli; - Michelangelo Parrilli; - principe di S. Antimo Vincenzo Ruffo; - duca Riccardo de Sangro; - duca di Campomele Francesco Evoli; - Luigi de Biase; - duca Mario Gallo; - maresciallo Sozj Carafa; - barone di Polistena Luigi Rodinò; - march. Giuseppe Letizia; - Raffaele Longobardi; - conte di Montesantangelo Niccola Serra; - maresciallo Francesco Saverio Garofalo; - barone Francesco Ciccarelli; - march. Andrea Santasilia; - march. Giuseppe Donnaperna; - comm. Giuseppe Parisi; - cav. Francesco Navarro; - duca di Terranova; - Giustino Fortunato; - Francesco Saverio d'Andrea; - Carlo Cianciulli; - Niccola de Luca; - brig. Winspeare (rinunica); - march. Brancia (rinuncia); - Antonio Troysi; - principe di Colle; - principe di Stigliano; - duca di Corigliano; - march. Lorenzo Filiasi; - conte Emmanuele Grasset; - barone di Battifarano; - Giacomo Forquet; - Fabio Carcano; - mons. Cilento; - Carlo Lefebvre; - barone di Palizzi.
- Principe di Cariati (presidente); - Francesco Gamboa (vice-presidente); - comm. Spinelli; - ten.gen. Florestano Pepe; - principe di Strongoli; - mons. Mazzetti; - Rocco Beneventano (rinuncia); - principe di Ottajano; - march. Atenolfi; - cav. Michele Agresti; - Tommaso Cosentino; - principe di Torella; - Ottavio Piccolellis; - Emiddio Cappelli; - principe di Angri; - Bartolommeo de Torres; - arcivescovo di Napoli; - Ottavio Topputi; - bar. Barracco; - principe di Santo Buono (rinuncia); - duca di Santa Candida Malvino; - Giulio Corbi; - Domenico Abatemarco; - march. Taccone; - Luigi Cianciulli; - principe di Montemiletto (rinuncia); - duca di Lavello (rinuncia); - cav. Francesco Paolo Bozzelli; - march. Granito principe di Belmonte; - Domenico Sollazzi; - march. Bonelli; - Lorenzo Boccapianola; - principe di Caramanica; - duca di Alanno; - Francesco Paolo Martinelli; - cav. Rogadei; - principe di San Giacomo (rinuncia); - conte Ildaris; - march. Siciliani; - mons. Cosenza; - Vincenzo Silos; - march. della Schiava; - march. Luigi Gagliardi (rinuncia); - duca di Cajaniello; - bar. Panfilo de Riseiis; - duca di Canzano; - march. Gagliati; - conte Genoino; - Tommaso Franceschelli; - Michelangelo Parrilli; - principe di S. Antimo Vincenzo Ruffo; - duca Riccardo de Sangro; - duca di Campomele Francesco Evoli; - Luigi de Biase; - duca Mario Gallo; - maresciallo Sozj Carafa; - barone di Polistena Luigi Rodinò; - march. Giuseppe Letizia; - Raffaele Longobardi; - conte di Montesantangelo Niccola Serra; - maresciallo Francesco Saverio Garofalo; - barone Francesco Ciccarelli; - march. Andrea Santasilia; - march. Giuseppe Donnaperna; - comm. Giuseppe Parisi; - cav. Francesco Navarro; - duca di Terranova; - Giustino Fortunato; - Francesco Saverio d'Andrea; - Carlo Cianciulli; - Niccola de Luca; - brig. Winspeare (rinunica); - march. Brancia (rinuncia); - Antonio Troysi; - principe di Colle; - principe di Stigliano; - duca di Corigliano; - march. Lorenzo Filiasi; - conte Emmanuele Grasset; - barone di Battifarano; - Giacomo Forquet; - Fabio Carcano; - mons. Cilento; - Carlo Lefebvre; - barone di Palizzi.
mercoledì 24 febbraio 2010
Atti principali del 1859
Si riporta di seguito l'elenco degli atti principali (leggi, decreti, proclami) del Regno delle Due Sicilie nel 1859, sotto Ferdinando II, così come desunti dalla Collezione delle leggi e decreti reali.
Atto sovrano d'indulto, in occasione delle nozze del principe ereditario Francesco; - Decreto che determina la misure geometrica dei fondi reclamati; - Decreto che contiene sovrane determinazione a favore della città e provincia di Bari; - Decreto per la convocazione dei consigli provinciali e distrettuali nei domini di là del Faro; - Decreto che regolamenta gli edifici di via Toledo a Palermo; - Decreto d'istituzione di un Monte dei sussidi presso l'Amministrazione dei reali lotti; - Decreto che stabilisce l'illuminazione notturna dei litorali continentali; - Decreto relativo all'organizzazione consolare nei porti della monarchia spagnola; - Decreto che fissa determinazioni per le case di custodia, correzione e forza; - Decreto che regolamenta il noleggio traduttori e interpreti per i regi sensali; - Decreto che dà facoltà di appoggiare e congiungere alla linea telegrafica elettrica del Regno un capo sottomarino tra la Sicilia e Malta; - Decreto relativo alla coniazione di monete d'argento della Zecca di Napoli.
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sabato 20 febbraio 2010
Atti principali del 1830
Si riporta di seguito l'elenco degli atti principali (leggi, decreti, proclami) del Regno delle Due Sicilie nel 1830, sotto Ferdinando II, così come desunti dalla Collezione delle leggi e decreti reali.
Proclamazione; - Decreto di conferma di tutte le autorità del Regno; - Decreto che aumenta il numero delle guardie del Corpo; - Decreto che abolisce il divieto dei bastoni da primo sergente nell'esercito; - Decreto che obbliga i militari di alcune classi a portare i mustacchi; - Decreto che elimina l'utilizzazione dei cavalli del treno della guardia reale per il servizio della posta di casa reale; - Decreto e regolamento per i nuovi distintivi militari e decreto che ne vieta l'uso ai non militari; - Decreto per la formazione del nuovo reggimento di Lancieri Real Ferdinando; - Decreto che scioglie il corpo de' pionieri e cacciatori reali a cavallo; - Decreto che riorganizza il real esercito di terra; - Atto sovrano d'indulto per i reati di Stato e per gli esclusi da impieghi civili e militari; - Decreto che, abolendo la seconda scuola militare di Monreale, fissa il titolo di scuola militare solo a quella di Napoli; - Decreto che riorganizza la Real Segreteria di Stato e Ministero degli Affari esteri.
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venerdì 19 febbraio 2010
I nobili investiti da Ferdinando II
Si riportano di seguito i titoli e i riconoscimenti nobiliari concessi dal terzo sovrano delle Due Sicilie, Ferdinando II di Borbone, così come ricavati dalla Collezione delle leggi e decreti reali.
Titolo di principe di S. Angelo de' Lombardi a Trojano Marulli, in vece della di lui madre, duchessa di Ascoli Carolina Berio, avente titolo da Giulio Imperiale, giusta diploma del 19 ottobre 1718 di Carlo VI (1834); la stessa duchessa di Ascoli refuta il titolo di duca di Carosino, che si concede in favore della di lei figlia Clotilde Marulli (1853); - Titolo di marchesa della Salsa a Luisa Dillon Strachan, per rassegnazione della duchessa di Ascoli Carolina Berio (1834); - Titolo di marchesa di Panaia a Maria Giuseppe Ruffo, per rassegnazione del di lei padre principe di Scilla duca di Santa Cristina Fulco Ruffo di Calabria (1834); - Titolo di duca di Alanno a Francesco Bassi, in vece della di lui madre Giovanna Valignani, avente titolo da Diomede Leognani Ferramosca, giusta diploma del 20 giugno 1713 di Carlo II (1834); - Titoli di marchese al cav. Onofrio Garofalo e al cav. Giovanni Saraceno (1835); - Riconoscimento del titolo di barone del Ducato di Lucca al comm. Odoardo de Schmuckher (1835); - Permesso di uso del titolo di principe di Sannicandro a Augusto Cattaneo (1835); - Titolo di principe di Radali al cav. Giorgio Wilding (1835); - Titolo di principe di Sulmona a Marcantonio Borghese (1835); - Titolo di marchese a Andrea Genoino (1836); - Titolo di marchese di Salcito al cav. Paolo Caracciolo (1836); - Titolo di marchese di Rende a Angelica Caracciolo (1836); - Titolo di principe di Triggiano a donna Felice Filomarino, riassegnato dal di lei padre, principe della Rocca Giacomo Filomarino, cui spettava per successione di Anna Maria Pappacoda (1838); - Titolo di conte di Trani al principe Luigi Maria figlio secondogenito del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1838); - Titolo di marchese di Ruggiano a Francesca Macedonio, riassegnato dal di lei padre Marcantonio Macedonio (1838); - Titolo di principe di Ganci al cav. Girolamo Valguarnera, rassegnato dal di lui figlio primogenito (1838); - Titolo di conte a Francesco del Balzo de' duchi di Presenzano (1839); Titolo di conte di Castrogiovanni al principe Alberto Maria figlio terzogenito del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1839); - Titolo di conte di Caserta al principe Alfonso Maria figlio quartogenito del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1841); - Permesso di uso del titolo di marchese a Giuseppe Maria Spaventa, in ripristino della pari concessione data a Francesco Spaventa con diploma spedito il 15 maggio 1581 di Filippo II (1841); - Titolo di barone a Salvatore Messina (1842); - Riconoscimento del titolo di marchese di Canneto a Vittoria Nicolai Pappalepore (1842) e, per riassegnazione della stessa, trasferimento al di lei figlio Vito Pappalepore (1843); - Titolo di principe di Avella a Giovanni Andrea Colonna Doria, giusta riconoscimento al di lui padre, principe di Paliano Aspreno Colonna Doria, che lo riassegna, di pari titolo ottenuto dal duca di Tursi Carlo Doria con diploma del 9 aprile 1607 di Filippo II (1843); - Titolo di marchese a Giuseppe Bonelli (1843); - Titolo di principe di Squinzano a Gaetano d'Aragona, per riassegnazione della di lui madre, duchessa di Cutrufiano Marianna Filomarino, cui era pervenuto da successione di Teresa Enriquez, avente titolo di Gabriele Enriquez, giusta concessione dell'1 ottobre 1637 di Filippo IV (1844); - Permesso di uso del titolo di marchese di Scarfizzi a Falcio Martucci, in vece della di lui madre Maria Malena, avente diritto da Nilo Maleno, giusta diploma del 31 maggio 1788 di Ferdinando IV (1845) ; - Titolo di duca di Mignano a Teresa Tuttavilla, rassegnato in suo favore dal di lei fratello duca di Calabritto Luigi Tuttavilla (1845); - Successione al titolo di marchese goduto dal cav. Gran Croce Giuseppe Ruffo "il vecchio" a pro del di lui secondogenito Giuseppe Ruffo "il giovine", in vece del rinunciatario primogenito Girolamo Ruffo (1845) ; - Titolo di conte di Girgenti a Gaetano Maria Federigo figlio settimogenito del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1846); - Titolo di marchese di S. Carlo al marchese di Montevergine Giuseppe Quinones de Leon Lorenzana Abaurre y Salazar (1846) e in seguito a Cajo Quinones De Leon Lorenzana Abaurre y Salazar (1854); - Titolo di marchese di Villalba a Rodrigo Palmeri (1846); - Titolo di conte a Beatrice Lanza e Branciforte e onorifica annessione al fondo rustico "Almarita" (1846); - Successione al titolo di principe di Belvedere a pro di Gerardo Saluzzo, figlio secondogenito della godente duchessa di Corigliano Giulia Carafa (1846) ; - Titolo di marchese a Marianna di Avena, per riassegnazione del di lei zio Domenicantonio di Avena (1846); - Titolo di marchese a Luigi de Luca (1847); - Titolo di duca di S. Vito a Emmanuele Caracciolo, per riassegnazione da parte del fratello titolare Vincenzo Caracciolo (1847); - Titolo di marchese al cav. Niccola Santangelo (1847); - Titolo di marchese di Campolattaro a Giuseppa Blanch, per riassegnazione del di lei padre Gennaro (e della di lei sorella maggiore Maria), che ne mantiene l'uso in vita, cui spettava giusta diploma di Ferdinando del 28.02.1770 a Francesco Blanch (1848); - Permessso di usare il titolo di barone di Turri e Moggio al cav. Leopoldo Corsi (1849); - Titolo di duca di Taormina al ten. gen. Carlo Filangieri (1849) e investitura dello stesso a principe di Satriano, a ratifica del sovrano rescritto 2 gennaio 1819 recante il permesso di farne uso (1859); - Titolo di marchese a Gaetano Gallo (1849); - Titolo di duca di Martina a Placido de Sangro, per cessione dal di lui fratello Nicola de Sangro (1850); - Titolo di marchese al cav. Giustino Fortunato (1850); - Titolo di conte di Milazzo al principe Vincenzo Maria, figlio del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1851); - Titolo di duca di Bissaccia al conte Carlo Maria Gabriele Sostene de la Rochefoucauld (1851); - Titolo di duca a Vincenzo Maria Grazioli (1851); - Titolo di marchese di Bugnano a Ferdinando Capece Minutolo (1852); - Titolo di conte di Bari al principe Pasquale Maria, figlio del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1852); - Titolo di marchese al barone Emiddio Antonini (1852); - Titolo di duca al conte Carlo Girolamo Pozzo di Borgo (1852); - Titolo di duca a Giovanni Felice de Rombies du Barry de Merval (1853); - Titolo di duca di Marianella "per grazia speciale" a Antonio Spinelli (1853); - Titolo di marchese al barone Raffaele Ajossa (1853); - Titolo di marchese a Francesco Ruffo (1854); - Titoli di principe di Strongoli e conte di Melissa a Vincenzo Pignatelli e principe di Strongoli e duca di Tolve a Ferdinando Pignatelli (1854); - Rivestimento della nobiltà di privilegio al barone Onofrio Ferrara (1854); - Titolo di marchese al cav. Vincenzo de Bisogno (1854); - Titolo di conte di Balsorano a Carlo Lefebvre (1854); - Titolo di barone di Roccolino a Samuele Calandra (1854); - Titolo di duca di Cardinale a Giovanna Filangieri in Serra (1854); - Titolo di marchese a Gaspare le Piane (1854); - Titolo di marchese di Castelnuovo a Antonio Crognali (1854); - Titolo di marchese della Polla al barone di Battifarano Carlo Villano (1854); - Titolo di duca di Bivona a Giuseppe Ignazio Alvarez di Toledo (1854); - Titolo di marchese di Fornelli a Giulia Carmignano di Acquaviva (1855); - Titolo di barone a Gaetano Garofalo e ai di lui figli Francesco e Giovanni (1855); - Titolo di conte al cav. Francesco Paolo Lanza (1855); - Titoli di principe di Migliano, marchese di S. Agata e marchese di Trevico al principe d'Ischitella Francesco Pinto (1855); - Titolo di marchese di Monteforte a Francesco Sanfelice de' duchi di Bagnoli (1855); - Titolo di duca di Castelnuovo al cav. Nicola Spiriti (1855); - Titolo di marchese a Orazio de Luca Resta (1855); - Titoli di barone al cav. Donato Perillo, al cav. Nicola Rotondo e al comm. Ignazio Giuseppe de Tschudy (1855); - Titolo di duca di S. Marco a Giulio Capece Zurlo (1855); - Titoli di barone al comm. Sisinio Sergio e a Giacomo Savarese (1856); - Titolo di duca di Terranova a Pasquale Serra (1856); - Titolo di barone di Campotino ai fratelli cavv. Giambattista e Ilario Casamarte Treccia (1856); - Titolo di conte di Tronco al duca di Serracapriola Nicola Maresca Donnorso (1856); - Titolo di duca della Grazia al conte Ettore Lucchesi Palli (1856); - Titolo di conte a Eleonora di Ludolf (1856); - Titolo di barone di S. Vittoria a Angelo Canofari (1856); - Titolo di barone di Castrum Oris al cav. Ferrante de Gemmis (1856); - Titolo di duca di Limatola a Nicola Mastelloni (1856); - Titolo di conte di Caltagirone al principe Gennario Maria Immacolata, figlio del re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1857); - Titolo di duca di Alessano e principe di Cassano a Luisa Riario Sforza (1857); - Titolo di marchese di Motola a Teresa Caracciolo (1857); - Titoli di conte a Raimondo Sammartino de' duchi di Montalbo e al comm. Michele Debbane (1857); - Titolo di duca del Galdo al conte Luigi Giusso (1857); - Titolo di marchese di S. Agata a Luisa Brancaccio in Conolly (1857); - Titolo di barone di S. Rosolia a Teresa d'Elcarte (1857); - Titolo di marchese di Ripa Limosano al cap. freg. Michele Capecelatro (1857); - Titolo di marchese di Montesilvano a Giuditta Filo (1857); - Titolo di marchese di Cesavolpe al barone Francesco Ciccarelli (1857); - Titolo di barone a Serafino de Antonellis (1857); - Titolo di barone al magg. Felice de Schumacher (1858); - Titoli di conte al visconte Giuseppe Romano Luigi de Kerckhove van der Varent e a Stefana Statella (1858); - Titolo di duca del Monte a Francesco Saverio Marigliano (1858); - Titolo di marchese di Bojano al comm. Luigi Thomas (1858); - Titolo di marchese del Toscano a Antonino Paternò e Paternò (1858); - Titolo di conte di Oppido a Maria Laura Friozzi (1858); - Titolo di duca di Bissano a Maria Felice di Napoli Barresi (1858).
Titolo di principe di S. Angelo de' Lombardi a Trojano Marulli, in vece della di lui madre, duchessa di Ascoli Carolina Berio, avente titolo da Giulio Imperiale, giusta diploma del 19 ottobre 1718 di Carlo VI (1834); la stessa duchessa di Ascoli refuta il titolo di duca di Carosino, che si concede in favore della di lei figlia Clotilde Marulli (1853); - Titolo di marchesa della Salsa a Luisa Dillon Strachan, per rassegnazione della duchessa di Ascoli Carolina Berio (1834); - Titolo di marchesa di Panaia a Maria Giuseppe Ruffo, per rassegnazione del di lei padre principe di Scilla duca di Santa Cristina Fulco Ruffo di Calabria (1834); - Titolo di duca di Alanno a Francesco Bassi, in vece della di lui madre Giovanna Valignani, avente titolo da Diomede Leognani Ferramosca, giusta diploma del 20 giugno 1713 di Carlo II (1834); - Titoli di marchese al cav. Onofrio Garofalo e al cav. Giovanni Saraceno (1835); - Riconoscimento del titolo di barone del Ducato di Lucca al comm. Odoardo de Schmuckher (1835); - Permesso di uso del titolo di principe di Sannicandro a Augusto Cattaneo (1835); - Titolo di principe di Radali al cav. Giorgio Wilding (1835); - Titolo di principe di Sulmona a Marcantonio Borghese (1835); - Titolo di marchese a Andrea Genoino (1836); - Titolo di marchese di Salcito al cav. Paolo Caracciolo (1836); - Titolo di marchese di Rende a Angelica Caracciolo (1836); - Titolo di principe di Triggiano a donna Felice Filomarino, riassegnato dal di lei padre, principe della Rocca Giacomo Filomarino, cui spettava per successione di Anna Maria Pappacoda (1838); - Titolo di conte di Trani al principe Luigi Maria figlio secondogenito del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1838); - Titolo di marchese di Ruggiano a Francesca Macedonio, riassegnato dal di lei padre Marcantonio Macedonio (1838); - Titolo di principe di Ganci al cav. Girolamo Valguarnera, rassegnato dal di lui figlio primogenito (1838); - Titolo di conte a Francesco del Balzo de' duchi di Presenzano (1839); Titolo di conte di Castrogiovanni al principe Alberto Maria figlio terzogenito del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1839); - Titolo di conte di Caserta al principe Alfonso Maria figlio quartogenito del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1841); - Permesso di uso del titolo di marchese a Giuseppe Maria Spaventa, in ripristino della pari concessione data a Francesco Spaventa con diploma spedito il 15 maggio 1581 di Filippo II (1841); - Titolo di barone a Salvatore Messina (1842); - Riconoscimento del titolo di marchese di Canneto a Vittoria Nicolai Pappalepore (1842) e, per riassegnazione della stessa, trasferimento al di lei figlio Vito Pappalepore (1843); - Titolo di principe di Avella a Giovanni Andrea Colonna Doria, giusta riconoscimento al di lui padre, principe di Paliano Aspreno Colonna Doria, che lo riassegna, di pari titolo ottenuto dal duca di Tursi Carlo Doria con diploma del 9 aprile 1607 di Filippo II (1843); - Titolo di marchese a Giuseppe Bonelli (1843); - Titolo di principe di Squinzano a Gaetano d'Aragona, per riassegnazione della di lui madre, duchessa di Cutrufiano Marianna Filomarino, cui era pervenuto da successione di Teresa Enriquez, avente titolo di Gabriele Enriquez, giusta concessione dell'1 ottobre 1637 di Filippo IV (1844); - Permesso di uso del titolo di marchese di Scarfizzi a Falcio Martucci, in vece della di lui madre Maria Malena, avente diritto da Nilo Maleno, giusta diploma del 31 maggio 1788 di Ferdinando IV (1845) ; - Titolo di duca di Mignano a Teresa Tuttavilla, rassegnato in suo favore dal di lei fratello duca di Calabritto Luigi Tuttavilla (1845); - Successione al titolo di marchese goduto dal cav. Gran Croce Giuseppe Ruffo "il vecchio" a pro del di lui secondogenito Giuseppe Ruffo "il giovine", in vece del rinunciatario primogenito Girolamo Ruffo (1845) ; - Titolo di conte di Girgenti a Gaetano Maria Federigo figlio settimogenito del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1846); - Titolo di marchese di S. Carlo al marchese di Montevergine Giuseppe Quinones de Leon Lorenzana Abaurre y Salazar (1846) e in seguito a Cajo Quinones De Leon Lorenzana Abaurre y Salazar (1854); - Titolo di marchese di Villalba a Rodrigo Palmeri (1846); - Titolo di conte a Beatrice Lanza e Branciforte e onorifica annessione al fondo rustico "Almarita" (1846); - Successione al titolo di principe di Belvedere a pro di Gerardo Saluzzo, figlio secondogenito della godente duchessa di Corigliano Giulia Carafa (1846) ; - Titolo di marchese a Marianna di Avena, per riassegnazione del di lei zio Domenicantonio di Avena (1846); - Titolo di marchese a Luigi de Luca (1847); - Titolo di duca di S. Vito a Emmanuele Caracciolo, per riassegnazione da parte del fratello titolare Vincenzo Caracciolo (1847); - Titolo di marchese al cav. Niccola Santangelo (1847); - Titolo di marchese di Campolattaro a Giuseppa Blanch, per riassegnazione del di lei padre Gennaro (e della di lei sorella maggiore Maria), che ne mantiene l'uso in vita, cui spettava giusta diploma di Ferdinando del 28.02.1770 a Francesco Blanch (1848); - Permessso di usare il titolo di barone di Turri e Moggio al cav. Leopoldo Corsi (1849); - Titolo di duca di Taormina al ten. gen. Carlo Filangieri (1849) e investitura dello stesso a principe di Satriano, a ratifica del sovrano rescritto 2 gennaio 1819 recante il permesso di farne uso (1859); - Titolo di marchese a Gaetano Gallo (1849); - Titolo di duca di Martina a Placido de Sangro, per cessione dal di lui fratello Nicola de Sangro (1850); - Titolo di marchese al cav. Giustino Fortunato (1850); - Titolo di conte di Milazzo al principe Vincenzo Maria, figlio del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1851); - Titolo di duca di Bissaccia al conte Carlo Maria Gabriele Sostene de la Rochefoucauld (1851); - Titolo di duca a Vincenzo Maria Grazioli (1851); - Titolo di marchese di Bugnano a Ferdinando Capece Minutolo (1852); - Titolo di conte di Bari al principe Pasquale Maria, figlio del Re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1852); - Titolo di marchese al barone Emiddio Antonini (1852); - Titolo di duca al conte Carlo Girolamo Pozzo di Borgo (1852); - Titolo di duca a Giovanni Felice de Rombies du Barry de Merval (1853); - Titolo di duca di Marianella "per grazia speciale" a Antonio Spinelli (1853); - Titolo di marchese al barone Raffaele Ajossa (1853); - Titolo di marchese a Francesco Ruffo (1854); - Titoli di principe di Strongoli e conte di Melissa a Vincenzo Pignatelli e principe di Strongoli e duca di Tolve a Ferdinando Pignatelli (1854); - Rivestimento della nobiltà di privilegio al barone Onofrio Ferrara (1854); - Titolo di marchese al cav. Vincenzo de Bisogno (1854); - Titolo di conte di Balsorano a Carlo Lefebvre (1854); - Titolo di barone di Roccolino a Samuele Calandra (1854); - Titolo di duca di Cardinale a Giovanna Filangieri in Serra (1854); - Titolo di marchese a Gaspare le Piane (1854); - Titolo di marchese di Castelnuovo a Antonio Crognali (1854); - Titolo di marchese della Polla al barone di Battifarano Carlo Villano (1854); - Titolo di duca di Bivona a Giuseppe Ignazio Alvarez di Toledo (1854); - Titolo di marchese di Fornelli a Giulia Carmignano di Acquaviva (1855); - Titolo di barone a Gaetano Garofalo e ai di lui figli Francesco e Giovanni (1855); - Titolo di conte al cav. Francesco Paolo Lanza (1855); - Titoli di principe di Migliano, marchese di S. Agata e marchese di Trevico al principe d'Ischitella Francesco Pinto (1855); - Titolo di marchese di Monteforte a Francesco Sanfelice de' duchi di Bagnoli (1855); - Titolo di duca di Castelnuovo al cav. Nicola Spiriti (1855); - Titolo di marchese a Orazio de Luca Resta (1855); - Titoli di barone al cav. Donato Perillo, al cav. Nicola Rotondo e al comm. Ignazio Giuseppe de Tschudy (1855); - Titolo di duca di S. Marco a Giulio Capece Zurlo (1855); - Titoli di barone al comm. Sisinio Sergio e a Giacomo Savarese (1856); - Titolo di duca di Terranova a Pasquale Serra (1856); - Titolo di barone di Campotino ai fratelli cavv. Giambattista e Ilario Casamarte Treccia (1856); - Titolo di conte di Tronco al duca di Serracapriola Nicola Maresca Donnorso (1856); - Titolo di duca della Grazia al conte Ettore Lucchesi Palli (1856); - Titolo di conte a Eleonora di Ludolf (1856); - Titolo di barone di S. Vittoria a Angelo Canofari (1856); - Titolo di barone di Castrum Oris al cav. Ferrante de Gemmis (1856); - Titolo di duca di Limatola a Nicola Mastelloni (1856); - Titolo di conte di Caltagirone al principe Gennario Maria Immacolata, figlio del re, ad integrazione dei titoli della famiglia reale (1857); - Titolo di duca di Alessano e principe di Cassano a Luisa Riario Sforza (1857); - Titolo di marchese di Motola a Teresa Caracciolo (1857); - Titoli di conte a Raimondo Sammartino de' duchi di Montalbo e al comm. Michele Debbane (1857); - Titolo di duca del Galdo al conte Luigi Giusso (1857); - Titolo di marchese di S. Agata a Luisa Brancaccio in Conolly (1857); - Titolo di barone di S. Rosolia a Teresa d'Elcarte (1857); - Titolo di marchese di Ripa Limosano al cap. freg. Michele Capecelatro (1857); - Titolo di marchese di Montesilvano a Giuditta Filo (1857); - Titolo di marchese di Cesavolpe al barone Francesco Ciccarelli (1857); - Titolo di barone a Serafino de Antonellis (1857); - Titolo di barone al magg. Felice de Schumacher (1858); - Titoli di conte al visconte Giuseppe Romano Luigi de Kerckhove van der Varent e a Stefana Statella (1858); - Titolo di duca del Monte a Francesco Saverio Marigliano (1858); - Titolo di marchese di Bojano al comm. Luigi Thomas (1858); - Titolo di marchese del Toscano a Antonino Paternò e Paternò (1858); - Titolo di conte di Oppido a Maria Laura Friozzi (1858); - Titolo di duca di Bissano a Maria Felice di Napoli Barresi (1858).
giovedì 18 febbraio 2010
Proclamazione
Si trascrive il testo integrale della Proclamazione di Sua Maestà il Re Ferdinando II a' popoli del suo regno, pubblicato a Napoli l'8 dicembre 1830 e registrato sotto il numero 1 della Collezione delle leggi e decreti del Regno delle Due Sicilie:
"Avendoci chiamato IDDIO ad occupare il trono de' nostri augusti Antenati in conseguenza della morte del nostro amatissimo Padre e Re Francesco I di gloriosa memoria; nell'atto che il nostro cuore è vivamente penetrato dalla gravissima perdita che abbiamo fatto, sentiamo ancora l'enorme peso che il supremo Dispensatore de' regni ha voluto imporre sulle nostre spalle nell'affidarci il governo di questo regno. Siamo persuasi che IDDIO nell'investirci della sua autorità non intende che resti inutile nelle nostre mani, siccome neppur vuole che ne abusiamo. Vuole che il nostro regno sia un regno di giustizia, di vigilanza, e di saviezza, e che adempiamo verso i nostri sudditi alle cure paterne della sua provvidenza. Convinti intimamente de' disegni di DIO sopra di Noi, e risoluti d'adempirli, rivolgeremo tutte le nostre attenzioni a' bisogni principali dello Stato e de' nostri amatissimi sudditi, e faremo tutti gli sforzi per rammarginare quelle piaghe che già da più anni affliggono questo regno.
In primo luogo essendo convinti che la nostra santa cattolica religione è la fonte principale delle felicità de' regni e de' popoli, perciò la prima e principale nostra cura sarà quella di conservarla e sostenerla intatta in tutti i nostri Stati, e di proccurare con tutti i mezzi l'esatta osservanza de' suoi divini precetti. E siccome i vescovi per la speciale missione che hanno avuto da GESU' CRISTO, sono i principali ministri e custodi della stessa religione, così abbiamo tutta la fiducia che seconderanno col loro zelo le nostre giuste intenzioni, e che adempiranno esattamente i doveri del loro episcopato.
In secondo luogo non potendo esservi nel mondo alcuna ben ordinata società, senza una retta ed imparziale amministrazione della giustizia, così sarà questa il secondo scopo al quale rivolgeremo le nostre più attente sollecitudini. Noi vogliamo che i nostri tribunali siano tanto santuarj, i quali non debbono mai essere profanati dagl'intrighi, dalle protezioni ingiuste, nè da qualunque umano riguardo o interesse. Agli occhi della legge tutti i nostri sudditi sono uguali, e procureremo che a tutti sia resa imparzialmente la giustizia.
Finalmente il ramo delle finanze richiama le nostre particolari attenzioni, essendo quello che dà moto e vita a tutto il regno. Noi non ignoriamo esservi in questo ramo delle piaghe profonde che debbono curarsi; e che il nostro popolo aspetta da Noi qualche allievamento da' pesi a' quali per le passate vertigini è stato sottoposto. Speriamo coll'ajuto e coll'assistenza del SIGNORE di soddisfare a questi due oggetti, tanto preziosi al paterno nostro cuore; e siamo pronti a fare ogni sagrifizio per vederli adempiti. Speriamo che tutti imiteranno, per quanto possono, il nostro esempio, affine di restituire al regno quella prosperità che dee essere l'oggetto de' desiderj di tutte le persone virtuose ed oneste.
Riguardo poi alla nostra armata, alla quale già da diversi anni abbiamo consecrato le particolari nostre cure, siccome colla sua disciplina ed ottima condotta già si è resa degna della nostra stima e particolare compiacenza, così dichiariamo che non lasceremo d'occuparci di essa e del suo bene, sperando che dal suo canto ci darà in tutte le occasioni le pruove della sua inviolabile fedeltà, e che non macchierà mai l'onore delle sue bandiere".
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